I dati della malasanità


Parliamo di malasanità e risarcimento dei danni alle vittime di errori medico-sanitari.

La responsabilità medico-sanitaria, del resto, riveste una importanza fondamentale, non soltanto per il rilievo della spesa pubblica che l’Italia destina alla sanità (8,9% del PIL nell’anno 2016, da fonte OCSE), ma soprattutto perché la protezione dei cittadini contro il rischio sanitario è parte integrante del diritto alla salute, tutelato come diritto fondamentale e come interesse della collettività dall’articolo 32 della nostra Costituzione.

La relazione conclusiva approvata (il 22/01/2013) dalla Commissione Parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario conferma che, negli anni dal 2006 al 2011, alle Aziende Sanitarie coinvolte nelle rilevazioni statistiche (169), sono state indirizzate complessivamente 82.210 denunce di episodi avversi e conseguenti richieste di risarcimento, per una media 13.702 richieste annuali.

Il grafico che segue mostra l’andamento delle denunce, che segnala un andamento crescente dal 2006 al 2009, ed una successiva riduzione negli anni 2010 e 2011, tanto che il valore di quest’ultimo anno si è attestato sul livello del 2008.

I risarcimenti erogati nel periodo in questione (2006-2011) ammontano complessivamente ad euro 837 milioni, con un andamento - illustrato nel grafico che segue - che dimostra una costante riduzione degli importi pagati (dai 191 milioni del 2006, ai meno di 50 milioni del 2011).

Anche il Bollettino Statistico sui Rischi da Responsabilità Civile Sanitaria in Italia, diffuso dall’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) nel dicembre 2017, documenta una sostanziale flessione delle denunce presentate e, conseguentemente, dei risarcimenti erogati.

Nel 2016, infatti, le compagnie assicurative hanno ricevuto quasi il 50% in meno delle richieste risarcitorie pervenute nel 2010 (15.360 anziché 29.991). La diminuzione avrebbe coinvolto soprattutto le strutture pubbliche (3.793 denunce, anziché le 16.664 del 2010). La diminuzione delle richieste risarcitorie da parte di strutture sanitarie private, invece, è stata meno accentuata (5.242 denunce nel 2016, contro le 3.075 del 2010). Va segnalato, tuttavia, che il calo delle richieste risarcitorie tra il 2010 e il 2016 non è dovuto soltanto alla diminuzione del tasso di denunce per struttura (-56% per le pubbliche, -23% per le private), ma anche alla notevole diminuzione del numero delle strutture sanitarie assicurate, che sempre più spesso hanno iniziato ad operare in cd. “autoassicurazione” o - più correttamente - in autoritenzione del rischio sanitario.

Fino al 2016 sarebbero stati risarciti a titolo definitivo 40.444 sinistri, denunciati tra 2010 e 2016. Il 92% di tali liquidazioni sarebbero relative a richieste risarcitorie pervenute prima del 2015. I risarcimenti complessivamente erogati ammonterebbero a 1 miliardo e 590 milioni di euro. Il 96% di tale importo riguarderebbe denunce precedenti al 2015.

Quali sono le principali cause della malasanità?


1

negligenze / imperizie / imprudenze da parte di medici ed infermieri, talvolta nel corso di prestazioni (soprattutto diagnostiche) routinarie, senz'altro evitabili alla luce delle conoscenze scientifiche, delle linee guida e dei protocolli in vigore;

2

le carenze organizzative delle strutture, che incidono sulla efficienza e sulla salubrità degli ambienti sanitari (cfr. infezioni nosocomiali), oppure sulla ripetizione di errori professionali (si pensi alla maggiore esposizione al rischio di sanitari costretti ad orari di lavoro eccessivamente onerosi);

3

la mancata previsione di un sistema di gestione del rischio e, in alcuni casi, l'assenza di sanzioni efficaci per il personale inefficiente, assenteista o con tassi importanti di sinistrosità;

4

i tagli continui alle risorse della sanità, sia quella pubblica sia quella convenzionata, con effetti negativi sui sistemi di prevenzione (risparmi sugli accertamenti diagnostici; strumentazione inefficiente od obsoleta; mancanza di formazione dei sanitari; carenza di personale; strutture fatiscenti; carenza di posti letto; ecc.);

5

sprechi di denaro talvolta associati a fenomeni criminosi e, nei casi più gravi, al coinvolgimento di associazioni malavitose nel sistema sanitario;

6

superficialità nella fase precedente alla somministrazione di prestazioni e trascuratezza nella informazione al paziente.